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La datazione radiometrica conferma il testo biblico
di Mihael Georgiev
 

«Ezechia fu colui che turò la sorgente superiore delle acque di Ghion, e le convogliò giù direttamente, attraverso il lato occidentale della città di Davide» (2 Cronache 32:30).

L'Antico Testamento, nei libri di 2 Re20:20 e 2 Cronache 32:2-4,30, racconta che Ezechia, Re di Giuda dal 727 al 698 AC, chiuse, a scopo di difesa militare, le sorgenti d'acqua attorno a Gerusalemme, convogliando l'acqua dell'unica sorgente perenne (Ghion) lungo una condotta sotterranea fino alla "città di Davide".

La sorgente di Ghion è, infatti, collegata con un tunnel sotterraneo alla piscina di Siloam, in Gerusalemme. Il tunnel è lungo 533 metri, ben intonacato e l'acqua vi scorre a tutt'oggi. Nel 1880 un ragazzo, che faceva il bagno nella sorgente di Ghion, ha scoperto un'iscrizione scolpita nel muro del tunnel, a 6 metri dall'ingresso. La scritta, studiata da Conrad Schick, uno dei primi esploratori di Gerusalemme, oggi si trova nel Museo Archeologico di Istanbul; essa riporta la fine dell'impresa, quando le due squadre di scavatori, partiti dai lati opposti e seguendo probabilmente le crepe naturali della roccia calcarea, hanno abbattuto il diaframma che li separava, facendo scorrere le acque di Ghion fino alla piscina di Siloam. La scritta però non menziona il Re Ezechia.

Mentre per la maggior parte degli studiosi il tunnel è quello costruito da Ezechia, alcuni ritengono che fosse invece costruito molto più tardi, nel 2° secolo a.C. (Rogerson J, Davies PR, Was the Siloam Tunnel built by Hezekiah? Bible Archaeologist 1996;59:138-49); secondo questi autori gli antichi testi ebraici sarebbero attendibili solo se datati con metodi diversi dalla paleografia.

Il suggerimento di Rogerson e Davies è stato prontamente accolto da tre scienziati: Amos Frumkin, del Dipartimento di Geografia dell'Università Ebraica di Gerusalemme; Aryeh Shimron, dell'Osservatorio Geologico d'Israele; e Jeff Rosenbaum, dell'Istituto di Sedimentologia dell'Università di Reading, Gran Bretagna. Questi Autori hanno prelevato e sottoposto a datazione radiometrica campioni dell'intonaco e delle stalattiti del tunnel. I risultati della loro ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature, nel numero di 11 settembre 2003 (Frumkin A, Shimron A, Rosenbaum J, Radiometric dating of the Siloam Tunnel, Jerusalem, Nature 2003;425:169-171; copia dell'articolo la si può leggere al seguente link del Dott. Frumkin: http://geography.huji.ac.il/~geo/personal/Frumkin/Frumkin.html). 
Il materiale legnoso incluso nell'intonaco è risultato dell'anno 822-796 a.C., quello dei residui di piante a vita breve, nell'intervallo 800-510 a.C. (metodo del carbonio radioattivo), mentre le stalattiti sono risultate del 400 a.C. (metodo del torio radioattivo). I risultati di questo studio hanno confermano la veridicità storica del testo biblico perché le misurazioni effettuate datano il tunnel proprio nel periodo di Ezechia. 

Il risultato è significativo non solo per l'archeologia biblica, ma anche per quella generale. Si tratta infatti di una delle condotte d'acqua più antiche del mondo ed è interessante poter stabilire le modalità di scavo e di intonacatura utilizzati in quell'epoca. Per quanto riguarda l'archeologia biblica, i siti archeologici dell'antico testamento sono pochi, non bene identificabili, non contengono materiale databile radiometricamente e spesso si trovano in territori dove non è permesso l'accesso agli studiosi. Questa è la prima misurazione con metodo scientifico, e non soltanto storico-paleografico, di una struttura così antica menzionata nell'Antico Testamento. Il tunnel è così la struttura biblica dell'età del ferro meglio datata. 
Questa vicenda non può che far piacere a coloro che hanno dato fiducia alle Sacre Scritture.

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Sito a cura dell'A.I.S.O. Associazione Italiana Studi sulle Origini - aggiornato il 31/01/2014 

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