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RESPIRAZIONE CELLULARE: PROCESSO ALTAMENTE INTEGRATO/2° parte
di N. Nobile Migliore - 24/01/14 -
 

Ricapitolando il mio precedente articolo, la glicosi aerobica si può schematizzare nella seguente formula: C6h12O6 (glucosio)+6O2(ossigeno)=6H2O+6HO2 (anidride carbonica).

L'anidride carbonica è il prodotto di scarto della respirazione glicotica e viene eliminata nei polmoni attraverso la respirazione. A questo punto ci si potrebbe chiedere come mai sono necessarie così tante reazioni chimiche catalizzate da enzimi, non si sarebbe potuta prendere tutta l'energia contenuta nel glucosio in una sola volta, in un solo passaggio, evitando tanti sprechi?

In realtà se fosse accaduto questo sarebbe stato devastante per la cellula per due motivi: si sarebbe prodotta in una sola volta una tale quantità di energia che la cellula sarebbe bruciata come una candela, inoltre il rendimento della reazione sarebbe stato molto basso. Si pensi che nelle macchine costruite dall'uomo l'energia utile che produce lavoro sul 10-20% del totale, il resto si disperde in calore; nelle cellule invece l'energia utile che produce lavoro è di oltre il 50% del totale e questo perchéi piccoli passi successivi che impacchettano l'energia catalizzati dagli enzimi specifici producono una notevole quantità di energia utile che è necessaria per tutte le funzioni della cellula e ciò senza produrre danni.

Ma ora è giunto il momento di considerare l'altra struttura deputata negli organismo superiori pluricellulari a captare l'ossigeno e trasportarlo in ogni cellula consentendo la respirazione aerobica. Nei mammiferi e quindi anche nell'uomo l'aria contenente ossigeno viene introdotta attraverso la cavità orale e nasale in laringe e poi nella trachea che si dirama poi bilateralmente nei bronchi, poi nei bronchioli, poi nei lobuli polmonari ed infine negli alveoli polmonari. . Gli alveoli sono il vero organo degli scambi respiratori ossigeno-anidride carbonica: l'alveolo è rivestito da due tipi cellule, i pneumociti di tipo 1 e i pneumociti di tipo 2. I pneumociti di tipo 1 sono le cellule dello scambio respiratorio e sono il 90% di tutte le cellule alveolari. Sono in forma piatta col solo nucleo e con pochissimi altri corpuscoli interni in modo da creare ampi spazi per la diffusione dell'ossigeno in entrata e dell'anidride carbonica in uscita. Sono inoltre attaccati lateralmente ai capillari polmonari in modo da facilitare al massimo la penetrazione dell'ossigeno ai capillari, ossigeno che ha una altissima affinità con l'emoglobina, una molecola proteica molto complessa che ha un gruppo chimico contenente ferro e che è presente nei globuli rossi, cellule modificate senza nucleo che contengono solo emoglobina che trasporta l'ossigeno nella circolazione generale portandolo a tutte le cellule. I pneumotici di tipo due (10% del totale) sono invece delle cellule secretive , ricche d ribosomi, di apparato del Golgi e mitocondri e sono deputati alla secrezione del surfactante che è una sostanza di cui mescolati insieme fosfolipidi complessi e proteine la quale, una volta secreta si attacca come una pellicola ai pneumatici respiratori e ha lo scopo di di abbassare la tensione superficiale aria-acqua degli alveoli in modo da evitare il collasso degli alveoli durante l'espirazione e determinare il loro rigonfiamento durante l'inspirazione. Senza il surfactante si ha una gravissima sindrome neonatale , il distress respiratorio, che può condurre a morte il neonato prematuro che ha ancora un deficit di secrezione di surfactan. Il surfactante possiede inoltre tre tipi di proteine: la PAD B, la PAD C e la PAD AB; mutazioni di queste proteine provocano grave distress respiratorio congenito del neonato a termine, con grave insufficienza respiratoria. Il surfactante è quindi una sostanza di capitale importanza per una respirazione normale. Infine la respirazione è anche determinata dai muscoli intercostali, dal diaframma e dai muscoli del cingolo scapolare. La paralisi di questi muscoli determina, nelle distrofie muscolari progressive e altre analoghe malattie genetiche neuromuscolari, la morte per insufficienza respiratoria. I muscoli respiratori, contraendosi dilatano la cavità toracica creando una pressione negativa in cavità pleurica tra il polmone e la parete toracica, pressione che fa dilatare gli alveoli polmonari. Il movimento dei muscoli respiratori è in parte volontario e in parte involontario, avviene infatti anche durante il sonno ed è comandato in modo automatico dal centro bulbare della respirazione. In conclusione di questa esposizione si può dire che i meccanismi macroscopici e molecolari sono straordinariamente integrati e irriducibilmente complessi, l'uno non può fare a meno dell'altro e anche in ogni singolo comparto ci sono strutture altamente integrate. tutto ciò grida progetto da tutte le parti e mette in crisi grave la teoria del caso e della necessità. La conoscenza scientifica attuale rimanda ad un progettista intelligente che deve aver fatto tutte queste meraviglie in tempi rapidi pena l'assenza di funzionalità di queste strutture.





 

Sito a cura dell'A.I.S.O. Associazione Italiana Studi sulle Origini - aggiornato il 31/01/2014 

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