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IL NEODARWINISMO E' MORTO MA NON LO SI PUO DIRE
di E. Pennetta - 31/05/13-
 

Il neodarwinismo è morto, ma non lo si può dire



Dopo la fine della teoria originale anche la Sintesi Moderna ha fallito.

 Lo si è detto con la formulazione della Sintesi Estesa, ma si vuole sostituire la teoria non valida con un’altra già confutata.

 

 Qualcosa sta accadendo sul versante della teoria neodarwiniana, se anche su Pikaia, il portale dell’evoluzione di cui è responsabile Telmo Pievani, si comincia ad ammettere che qualcosa proprio non va, che c’è bisogno di rivedere quella teoria che sinora si era difesa con tanta ostinazione. Proprio sul sito Pikaia è infatti recentemente apparso un articolo intitolato Teoria dell’evoluzione, versione 3.0, nel quale è possibile leggere quanto segue:

Non stiamo certo parlando di rinunciare all’evoluzione naturale! Ma da più parti è stata espressa l’opinione che l’attuale impianto della teoria dell’evoluzione, conosciuto come “sintesi moderna”, non sia più da ritenersi sufficientemente adeguato

Roba da non credersi, sembra proprio di leggere un articolo su Critica Scientifica, l’unica differenza è la presenza di quel “più” che lascia intendere che la “sintesi moderna” sia stata in passato adeguata, su CS avremmo detto che essa non è mai stata adeguata.

E così, dopo averci ricoperto di invettive di ogni genere, su Pikaia ci danno finalmente ragione?

Nella sostanza sì, ma nelle dichiarazioni no, infatti il brano sopra riportato precede le seguenti parole:

Si sta così affacciando alla scena della biologia teorica una nuova versione della teoria dell’evoluzione, da alcuni etichettata come “sintesi evoluzionistica estesa”.

Cosa sia la sintesi estesa è spiegato in un altro articolo apparso su Pikaia nel luglio 2011: Dan Brooks e la Sintesi Evoluzionistica Estesa, un articolo nel quale si spiega appunto cosa si intenda con tale termine:

…la visione della Sintesi Evoluzionistica Estesa, recentemente illustrata in un articolo della rivista Evolution: Education and Outreach, pubblicato online il 25 gennaio scorso e intitolato significativamente “The Extended Synthesis: Something Old, Something New” (e scaricabile qui).
Il concetto centrale espresso in questo contributo può essere sintetizzato in una frase: “dobbiamo riportarci indietro nel tempo per recuperare aspetti importanti del darwinismo che sono stati messi da parte, e quindi persi, durante il neo-darwinismo, per poi protenderci in avanti oltre il neo-darwinismo a inglobare nuovi dati e concetti.” E’ questo il senso in cui l’autore intende il termine “estensione”: un allungamento metaforico nel tempo, sia indietro che in avanti, da parte degli studiosi, a riconoscere e includere rivoli finora considerati insignificanti, e che invece potrebbero portare preziosa acqua al mare magnum della teoria dell’evoluzione.

 Altro che “Evoluzione 3.0″ qui si propone di tornare al darwinismo 1.0!

Quello che viene proposto nella “sinesi estesa” è l’abbandono della sintesi moderna, cosa che, si scusi l’insistenza, è il cuore delle nostre critiche, per recuperare degli aspetti del darwinismo originario. Quello di cui si parla nell’articolo sono dei “rivoli” del darwinismo originario, peccato che quali siano questi rivoli proprio non sia chiaro.

L’unica cosa che del darwinismo originario che era stata abbandonata nella sintesi moderna era l’ereditarietà dei caratteri acquisiti, la teoria secondo la quale i caratteri potevano essere acquisiti con le interazioni con l’ambiente e trasmessi alla discendenza, teoria che Darwin chiamò “pangenesi“. Ma la teoria della pangenesi venne prima confutata con gli esperimenti di Weismann e poi definitivamente sepolta con la riscoperta delle leggi di Mendel.

Se la sintesi estesa vuole dunque recuperare qualcosa del darwinismo originario dovrà orientarsi ad un’epigenetica forte, altro che recuperare dei “rivoli”.

Dovendo ammettere la morte del neo-darwinismo, della teoria dell’evoluzione per “caso e necessità”, i sostenitori del darwinismo si vedono costretti a cercare di resuscitare la teoria originaria che era stata sepolta all’inizio del ’900.

E così constatiamo che la teoria darwiniana 1.0 è morta, che anche la teoria 2.0 è morta, e che infine la dichiarata 3.0 è uno zombie.

L’unica differenza tra noi e il darwinismo rappresentato da Pikaia è che noi dichiariamo le cose come stanno, senza credere agli Zombie.

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Sito a cura dell'A.I.S.O. Associazione Italiana Studi sulle Origini - aggiornato il 31/01/2014 

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