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INTERVISTA BERTOLINI
da LA VOCE - 27/03/12-
 

Evoluzionismo? Non posso giustificare una presa di posizione non sostenuta da prove certe”



Bertolini: “Anche i creazionisti accettano la selezione naturale ma…”

“Ecco perché non si organizzano dibattiti su questa materia….”

Continua su “La voce d’Italia” il dibattito in merito alle origini del mondo. Dopo aver ospitato le idee di Piergiorgio Odifreddi, autore di diversi saggi sul tema del darwinismo, diamo spazio al Prof,. Stefano Bertolini, presidente dell’Associazione Italiana Studi sulle Origini.

Dott. Bertolini, quali sono, in sintesi le motivazioni che la spingono a metter in dubbio la validità della teoria darwiniana?

Come ingegnere e persona di formazione scientifica non posso giustificare una presa di posizione che non sia sostenuta da prove certe. Non solo l’ipotesi dell’evoluzione (il darwinismo non rientra nella definizione di teoria scientifica secondo diverse definizioni) non viene sostenuta da prove empiriche, ma al contrario, queste la confutano. Cresciuto quasi ateo e avendo una formazione scientifica fondata sull’evoluzione mi sono trovato in una situazione che mi ha costretto a rivedere la mia visione del mondo. Questo mi ha spinto ad approfondire quello che insegna l’evoluzione e man mano che si allargavano le mie ricerche, trovavo delle fondamenta incerte, fino a d arrivare al punto in cui tutta la struttura del neo darwinismo crollò. La scienza operativa (quella di esperimenti empirici nell’oggi, cioè quello che il mondo oggi chiama scienza) non può e non deve essere confusa con la scienza delle origini ( quella senza esperimenti e prove empiriche, cioè la storia). Semplicemente la scienza non sostiene l’ipotesi dell’evoluzione in diversi campi della scienza, dalla genetica alla cosmologia alla geologia. La mia formazione tecnica mi ha costretto ad abbandonare l’evoluzione se volevo rimanere fedele al metodo scientifico”

Ci potrebbe spiegare cosa si intende per creazionismo e quali sono i fondamenti di tale posizione?

“Il creazionismo è lo studio delle nostre origini che vede come unica alternativa all’ipotesi dell’evoluzione una creazione supernaturale, detta anche divina. Questo studio delle origini è fondato su studi scientifici che per un simile ragionamento a quanto risposto precedentemente si può solo basare su studi nel presente e dati empirici ottenuti nel presente. Possiamo sviluppare un modello per cercare di spiegare il presente (prove empiriche) che cerca anche di soddisfare quello che troviamo come indizi del passato come fossili (il passato va inferito perché non eravamo presenti). I nostri modelli avranno anche delle predizioni che vanno soddisfatte, come l’assoluta necessità per l’evoluzione di trovare migliaia di forme di transizione fra ogni specie di animale, insetto e pianta. Quando i dati del presente e le predizioni sostengono un modello piuttosto che l’altro si potrà avere più fiducia in quella spiegazione per chiarire le nostre origini. Molti scienziati creazionisti in ogni campo sono impegnati in ricerche d’avanguardia per cercare di capire e spiegare meglio le nostre origini e le osservazioni fatte. Quando si esclude l’evoluzione l’unica logica alternativa sarebbe un Dio Creatore. Come l’evoluzione esclude un Dio a priori, il creazionismo lo postula. Si evince che la scienza sostiene il racconto biblico ed entrambi rimangono in perfetta armonia. Io sono personalmente arrivato a credere in un Dio creatore attraverso una convinzione scientifica che l’assioma primario dell’evoluzione semplicemente non regge ed è sbagliato”

Può segnalarci esempi concreti in virtù dei quali la spiegazione di Darwin risulterebbe illogica o errata, e che al contrario sosterebbe il Creazionismo.

Più che di Darwin parliamo del neo-darwinismo dato che Darwin non sapeva niente della genetica. Il concetto di Darwin sulla selezione naturale, in sostanza, non era sbagliato. Anche i creazionisti accettano pienamente la selezione naturale come meccanismo che sceglie gli esemplari più adatti ad un certo ambiente in base loro fenotipo. La selezione naturale non agisce direttamente sul genotipo o DNA (vedere a tal proposito ad esempio gli ultimi risultati delle ricerche ENCODE, Birney, E., et. Al., Identification and analysis of functioanal element in 1% or the human genome by ENCODE pilot project, Nature 447:799-816,2007), ma può per definizione solo selezionare delle caratteristiche già esistenti nell’individuo. Dove Darwin aveva assolutamente torto è pensare che la variazione all’interno di una specie si possa portare alla trasformazione di un organismo in uno completamente diverso. L’evoluzione e la selezione naturale sono due meccanismi molto diversi che non vanno scambiati in un gioco dell’equivoco. L’evoluzione va presunta mentre la selezione naturale si osserva. La microbiologia ha confermato che le mutazioni non aggiungono mai nuove informazioni ma risultano sempre una perdita d’informazione genomica o semplicemente un riarrangiamento dell’informazione già esistente. Questo è chiaramente dichiarato dal rinomato genetista John Sandford nel suo libro “Genetic Entropy: the Mystery of the Genome”, divenuto poi creazionista come risultato di una vita di studio a all’avanguardia. La lista di altri esempi concreti è molto lunga. Solo alcuni:

  • Gli studi sul DNA mitocondriale ed il tasso di mutazione dello stesso confermano l’origine della prima donna moderna a poche migliaia di anni, al contrario dei milioni che ci si aspettava.(Gibbons, A. “Calibrating the Mitochondrial Clock”. Science 279 (5347):28-29, January 2, 1998).

  • Il risultato del sequenziamento del cromosoma Y dello scimpanzè per gli scienziati è stato uno shock perché risulta molto diverso dal cromosoma Y umano quando questa fu comparato. Perché un qualsiasi risultato di una ricerca scientifica dovrebbe portare i ricercatori in uno stato di shock quando gli scienziati e la scienza sono così oggettivi ed interamente basati sulle evidenze? Ecco, già subito si evince la risposta. Gli scienziati e la scienza NON sono più tanto oggettivi, ma fortemente influenzati dai loro presupposti (“Il rapporto del cromosoma Y fra l’uomo ed l scimpanzè è stato ridotto in briciole.” Buchen, L., The fickle Y chromosome,, nature 463(7278):149, 14 January 20120).

  • L’omologia (strutture simili fra specie diverse) viene citata per sostenere un origine comune, ma ignora troppi problemi meglio spiegati dal punto di vista di un progetto intelligente. Crescenti conoscenze dei fondamenti genetici e molecolari della vita rivelano molti importanti eccezioni e contraddizioni alla teoria. Le eccezion vengono definiti simili solo per funzione, e sono chiamate analoghe. Si cerca di spiegare l’esistenza di strutture analoghe con un’evoluzione convergente attraverso un’evoluzione indipendente di strutture simili grazie a pressioni ambientali simili ma senza alcun sostegno delle prove. Gli arti anteriori dell’uomo, delle balena, degli uccelli e dei cavalli sarebbero omologhe, mentre le ali degli uccelli e degli insetti sarebbero analoghe. Però la struttura dello scheletro dell’ala di un uccello sarebbe omologa a quella di un pipistrello, per discendenza da un antenato rettilio comune, ma sarebbero contemporaneamente analoghe per la modifica di funzione per il volo (piume per gli uccelli e membrana della pelle per il pipistrello). Quando una similitudine di disegno sostiene l’evoluzione diventa un’omologia e viene accettata come un prova dell’evoluzione, mentre quando non sostiene l’evoluzione le stesse similitudini diventano analoghe.

  • L’embriologia ha dimostrato un importante per problema per organi o strutture identiche o simili in differenti animali. Non è insolito trovare strutture omologhe fondamentali come il tratto digestivo (tubo digerente) che si forma in tessuti embrionici differenti in diversi animali. Per esempio negli squali questo si forma dal tetto della cavità digestiva embrionica. Nelle rane si forma dal tetto ed il fondo, invece in uccelli e rettili dalla parte inferiore del disco embrionico o blastoderma. Anche il classico esempio dell’arte anteriore vertebrato (a cui si riferisce Darwin e che viene citato in centinaia di libri di testo come prova dell’evoluzione) ora si è dimostrato errato come esempio di omologia. Glia arti anteriori di un tritone si sviluppano dai segmenti del torso da 2 a 5, in una lucertola da 6 a 9, e nell’uomo i segmenti si sviluppano da 13 a 18 ( de Beer, S.G., Homology, An Unsolved Problem, Oxford University Press, London, p 13,1971) Il dr. Michael Denton ha concluso che questa prova dimostra che gli arti anteriori non si sono sviluppati omologamente. Nuovamente la spiegazione più logica e coerente è quella di un progettista che nel suo disegno ha usato la stessa soluzione per diverse specie che devono tutte vivere nello stesso ambiente.

  • Gli embrioni di Haeckel e la sua teoria della Ricapitolazione viene citata in ogni testo scolastico dalle scuole elementari alle università. Peccato che la scienza lo ha scartato da decenni come una frode: ”Questo è uno dei peggiori casi di frode scientifica.”(M.Richardson. The Times (London), p14, 11 Agosto 1997).

  • La datazione viene citata a sostegno dei milioni di anni d’evoluzione, ignorando completamente tutti i risultati che la confutano completamente d i presupposti tecnici per la misura che sono completamente incerti. La stessa roccia del Uinkaret Plateu (considerata di un età di migliaia di anni) è stata datata con tecniche diverse con età che variano da 10.000 anni a 2,6 miliardi di anni (Austin, S.A. (ed) 1994. Grand Canyon: Monument to Catastrophe. Institute for Creation Research, Santee, California, pp.120-131). Oppure dinosauri datati a decine di migliaia di anni con il carbonio 14. Addirittura un femore di T.Rex è stato trovato parzialmente fossilizzato con globuli rossi e parti molli presenti all? interno dell’osso ( M. Schweitzer and I. Staedter, the Real Jurassic Park, Earth, pp. 55-57, June 1997)”

Si pone in un ambito confessionale, o fa riferimento essenzialmente a credenti data la chiesa come usuale location dei suoi incontri?

“Mi pongo in qualsiasi ambito, non faccio distinzione. In realtà le conferenze più frequentemente vengono presentate in sale pubbliche come l’auditorium del museo di Scienza e Storia Naturale di Brescia, il Campidoglio a Roma, l’Emeroteca a Mestre, e altre sale comunali. Viene concesso il patrocinio del comune in molti casi”.

Qual è la sua posizione sull’Intelligent Design?

“Considero l’ID come scientificamente molto valida. I suoi proponenti sono spesso scienziati emeriti e fanno un ottimo lavoro di ricerca per l’avanzamento della scienza. Molti creazionisti citano spesso il loro lavoro e ne hanno una grande stima. L’ID non va confusa però con il creazionismo come fanno gli evoluzionisti per screditarne il lavoro. Il creazionista non può condividere la loro filosofia perché chi sia questo progettista intelligente non rientra nel suo mandato. Chi sostiene l’ID non sempre crede in un Dio creatore ed i dettagli dello sviluppo della vita sulla terra spesso non concordano con chi è strettamente creazionista”.

Cosa pensa del Comitato Antievoluzionista in Italia?”

Il Comitato Antievoluzionista svolge un importante lavoro di diffusione d’informazione sul dibattito creazione-evoluzione destinata ai giovani, che più di tutti hanno necessità di conoscere la verità sullo stato precario dell’ipotesi dell’evoluzione. La loro posizione va considerata diversa da quella creazionista. Quello che ci unisce è il riconoscimento che la scienza smentisce e confuta assolutamente l’ipotesi dell’evoluzione”

Negli ultimi anni sappiamo di 4 contradditori nel nostro paese: nel 2009, alla Casa della Cultura organizzato con il UARR, a Milano sempre nel 2009 al congresso creazionista, Roma e Milano nel 2011. Come mai in Italia non si sviluppano contradditori come nel resto del mondo?

“In realtà anche nel resto del mondo non si sviluppano molti contradditori. La mia unica spiegazione è che la nomenclatura evoluzionista teme il confronto. AISO avrebbe organizzato un altro dibattito all’Università di Bergamo nel 2009, poco dopo che ebbi tenuto delle conferenze al Museo di Scienza e Storia Naturale di Brescia, che ha fatto scaturire un vivo (e poco educato da parte di molti esponenti dell’evoluzione) dibattito in internet. Al momento della pubblicità dell’evento a Bergamo il professore con cui abbiamo collaborato per l’incontro è stato censurato e l’evento cancellato. Recentemente nel 2012 è stato organizzato a Melbourne un congresso ateo mondiale ove avrebbero partecipato i pezzi grossi come Richard Dawkins. L’organizzazione creazionista Creation Ministries International (CMI) li ha invitati ad un dibattito pubblicizzato sulla TV per risolvere pubblicamente l’accusa dagli evoluzionisti che i creazionisti sono solo degli stupidi ignoranti religiosi: gli atei hanno rifiutato. La CMI ha lanciato nuovamente la sfida ed una seconda volta non hanno accettato perché in passato in piccoli dibattiti su radio ed altri media ne sono usciti con la coda fra le gambe. E’ uscito un documentario su DVD chiamato “Expelled, no intelligence required” che documenta diversi casi di docenti universitari che hanno perso il posto di lavoro perché in qualche modo sono stati tacciati di aver messo in dubbio il dogma evoluzionistico. Non dovrebbero proprio essere le università i centri di dibattito e confronto per la progressione della scienza? Conosco personalmente un geologo ricercatore italiano che lavorava per un centro di ricerca italiano a cui è stato ordinato di non associarsi all’AISO altrimenti avrebbe perso il posto di lavoro. Vorrei lasciarvi due fra tanti possibili riferimenti testuali.

  • In realtà negli ultimi 100 anni, quasi tutta la biologia è avanzata indipendentemente dall’evoluzione, eccetto la biologia evolutiva stessa. La biologia molecolare, la biochimica, la fisiologia non hanno a fatti considerato l’evoluzione. “ Dr Marc Kirschner, presidente fondatore del Reparto dei Sistemi Biologici, Harvard Medical School, The Boston Globe, 23 Ottobre 2005.

  • Noi difendiamo la scienza nonostante l’evidente assurdità delle sue affermazioni, nonostante essa non riesca a realizzare molte delle sue stravaganti promesse sulla salute e sulla vita, nonostante la tolleranza della comunità scientifica per delle favole immaginarie prive di verifica, perché abbiamo un impegno aprioristico, un impegno materialista. Non è che i metodi e le istituzioni della scienza ci obbligano ad accettare una spiegazione materialistica dei fenomeni, ma al contrario, siamo costretti dalla nostra adesione aprioristica alle cause materiali a creare un apparato d’investigazione ed una serie di concetti che generano spiegazioni materialistiche; non importa quanto contro-intuitive, non importa quanto mistificanti per i non addetti ai lavori. Non solo, ma tale materialismo è un assoluto, perché non possiamo aprire la porta al Piede Divino. Richard Lewontin, “Billions and billions of demons”, ”, The New York review, 9 January 1997, p.31”



A cura di Andrea carbone















 

Sito a cura dell'A.I.S.O. Associazione Italiana Studi sulle Origini - aggiornato il 31/01/2014 

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