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STEFANO BERTOLINI RISPONDE ALLE 22 QUESTIONI DI ALDO PIOMBINO - QUESTIONE 9 DI 22 - TIKTAALIK
di Stefano Bertolini -13/05/11 -
 

Aldo Piombino ha posto 22 questioni in seguito alla pubblicazione del libro curato dal prof. Roberto de Mattei “Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi”. Queste 22 questioni sono state promosse entusiasticamente in internet fra i vari blog evoluzionisti come un’ottima sfida al creazionismo. Va considerata l’esperienza di Piombino che si è laureato in Scienze Geologiche, ma secondo la sua biografia “non ho fatto il geologo”. Le questioni vengono riprodotte per intero, corredate delle relative risposte.


Premessa A.Piombino: E' vero. Non sono un ricercatore universitario, come lo sono invece tanti blogger scientifici. Proprio per questo mi sento libero di rivolgere alcune domande al Vice Presidente del CNR, il Professor Roberto De Mattei, che non solo è un antievoluzionista, ma ha organizzato, come ho già scritto, un convegno contro il darwinismo nella sede del CNR (convegno di cui peraltro non c'è traccia nel sito di questa organizzazione). Sono curioso di sapere come è possibile che oggi, quando l'evoluzionismo regge alla prova dei fatti "al dì là di ogni ragionevole dubbio," un vicepresidenza [sic] del Consiglio Nazionale delle Ricerche, continui a contestarlo usando allo scopo i locali di questa organizzazione pubblica, che gli ha pure concesso 9.000 euro per stampare gli atti del suo workshop. Ammetto di essere molto lungo, ma la capacità di sintesi evidentemente non è il mio forte, e gli argomenti da toccare sono troppo vasti. Quindi, Caro Professor De Mattei, La prego di rispondermi o qui direttamente o inviandomi una E-mail al mio indirizzo aldo.piombino@tiscali.it per sapere dove mi ha risposto in modo che i miei 24 lettori ne siano informati.



9. TIKTAALIK: come l'ornitorinco lo è fra i rettili e i mammiferi, il Tiktaalik rosae è nella visione evoluzionistica una delle diverse forme intermedie fra i pesci crossopterigi e i tetrapodi. Fornito di pinne anteriori che gli consentivano di sollevarsi dal fondo e di un collo che separa la testa dal resto del corpo, è stato ritrovato in Groenlandia. La sua scoperta è il frutto della sintesi di molte discipline scientifiche: paleontologia e biologia avevano indicato come gli antenati dei tetrapodi si fossero evoluti in una zona costiera con lagune e delta fluviali in zona tropicale. I geologi hanno indicato il tipo di rocce sedimentarie da ricercare.

Tutti insieme hanno identificare le rocce dell’età giusta nelle quali cercare. A questo punto grazie al lavoro di generazioni di geofisici che hanno ricostruito i movimenti delle zolle si è concluso che le rocce che soddisfacevano tutte queste condizioni erano in una zona della Groenlandia. Andando là, sono stati trovati diversi scheletri del tipo cercato. Come è possibile che tutto questo sia un caso? Come è possibile che tutte le forme intermedie fra pesci e tetrapodi siano collocate in un ristretto intervallo nei sedimenti del periodo Devoniano e che solo dopo compaiono nel record fossile i primi anfibi?


Sul Tiktaalik Richard Dawkins (conosciuto anche come il Rottweiler di Darwin) si è pronunciato nel suo ultimo libro: “Tiktaalik è l’anello mancante perfetto – perfetto perché quasi esattamente divide le differenze fra pesce e anfibio, e perfetto, perché non manca più.”, The Greatest Show on Earth. Un’altra icona dell’evoluzione per eccellenza!


Qui va studiato più attentamente quello che viene sostenuto.




Tiktaalik va considerato più come un mosaico che come una forma di transizione. La pinna anteriore non era connessa alla colonna vertebrale. Vi ricordate l’obbrobrioso celacanto con la sua pinna anteriore che evolve in arto? Dopo la scoperta di un esemplare vivo e vegeto (così rientra fra i taxon lazzaro) si è evidenziato che questa pinna “in evoluzione” non era che una semplice pinna! Inoltre, non si vede una chiara progressione dell’arto nella linea evolutiva da pesce a tetrapodo dove il numero di ossa nell’arto anteriore segue un andamento che assomiglia ad uno yo-yo.





Wise, K.P., The origin of life’s major groups; in: Moreland, J.P. (Ed.), The Creation Hypothesis: Scientific Evidence for an Intelligent Designer, Intervarsity Press, Downers Grove, pp. 211–234, 1994; esp. p. 227., Ichthyostega spp., Devonian Times, 11 April 2006.


Ci sono diversi problemi in merito alla data attribuita e all’origine dei fossili:

  1. L’evoluzione da pesce a tetrapodo in 20 Ma è troppo breve, anche secondo lo stesso Shubin che scrive anche delle salamandre che in 130 Ma non hanno dimostrato variazione (Gao, K.-Q. and Shubin, N.H., Earliest known crown-group salamanders, Nature 422(6930):424–428, 2003).

  2. La sequenza è più vecchia del pesce Latimeria chalumnae, meglio conosciuto come celacanto che avrebbe solo 360 Ma. Cosi Tiktaalik sarebbe più vecchio dei suoi antenati.

  3. La colonna vertebrale di Panderichthys è poco conosciuta e non viene neanche indicata (ricordate il fiasco del Pakicetus, Ambulocetus...).

  4. Acanthostega e Ichthyostega sono in realtà contemporanei. Dipende dalla caratteristica esaminata: se uno preda l’altro, o viceversa. Ichthyostega spp., (Devonian Times, accesso 11 April 2006).






  1. Orme ben conservate di tetrapodo, sono state trovate in arenaria, Cava Zachelmie, Montagne Croce Santa, Polonia, 2010 (Niedzwiedzki, G., Szrek, P., Narkiewicz, K., Narkiewicz, M and Ahlberg, P., Tetrapod trackways from the early Middle Devonian period of Poland, Nature 463(7227), supplementary information, 2010); La data per queste orme è stata definita come una data certa secondo i fossili conodonti trovati nello strato vicino e classificato come lo stadio Eifeliano del sistema Devoniano. Le date per questo stadio sono state assegnate dalla Commisione Internazionale della Stratigrafia fra 391.8 e 397.5 milioni di anni. Datate a 397 Ma, le orme del discendente sarrebbero 18 Ma più vecchie di Tiktaalik!


In conclusione, l’amato e “perfetto” Tiktaalik di Richard Dawkins va cestinata insieme alle altre presunte forme di transizione ed icone dell’evoluzione.


Stefano Bertolini

Presidente AISO


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Sito a cura dell'A.I.S.O. Associazione Italiana Studi sulle Origini - aggiornato il 31/01/2014 

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