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I CONFLITTI TRA MORFOLOGIA E GENI
di Mihael Georgiev - 24/03/10-
 



Tante evoluzioni quanti alberi.



Secondo la letteratura scolastica e divulgativa, gli alberi filogenetici (evolutivi) costruiti dai tempi di Darwin su criteri anatomici (morfologici) sono confermati da quelli costruiti sulla struttura molecolare dei geni. Questa similitudine sarebbe un forte argomento a favore del “fatto” dell’evoluzione. Ma nella letteratura specializzata questa armonia non c’è, anzi, il tentativo di costruire gli alberi in base ai geni scompiglia gli alberi classici basati sulla morfologia.

Un esempio viene dallo studio su alcuni animali marini pubblicato su Nature nel 2006 (Delsuc, F., Brinkmann, H., Chouurrout, D. and Philippe, H., Tunicates and not cephalochordates are the closest living relatives to vertebrates, Nature 439:965–968, 2006).

In base alle somiglianze morfologiche, la lancetta (o anfiosso), lunga 8 cm, con la forma di pesce che appartiene ai cefalocordati, è l’animale più vicino ai vertebrati. Questo perché possiede una primitiva corda spinale che contiene il sistema nervoso, ed è posizionata dorsalmente all’intestino. Ma dallo studio di Delsuc la lancetta risulta geneticamente più vicina agli echinodermi che sono invertebrati. Questo non solo scompiglia il classico albero filogenetico, ma rende incerta l’origine dei vertebrati da un singolo antenato.

Le difficoltà create dalle ricerche molecolari sono descritte nell’editoriale di Henry Gee, nello stesso fascicolo della rivista (Gee, H., Careful with that Amphioxus, Nature 439:923–924, 2006; pp. 923-924). “Le analisi filogenetiche dei nuovi dati genomici mettono in discussione la favola dei libri di testo sull’origine dei vertebrati”, scrive Gee, e poi continua “La storia è scritta dai vincitori. Questo vale per la nostra spiegazione dell’evoluzione allo stesso modo in cui vale per le vicende puramente umane. Ma come chiarisce l’articolo di Delsuc, con l’avanzamento del tempo e della tecnologia, noi vincitori abbiamo ancora bisogno di essere preparati a ripensare la nostra lontana storia evolutiva (..) Ancora una volta l’ulteriore ricerca ha messo in evidenza che i nostri pregiudizi sono presunzioni da parrocchia (..) Lo schema dei libri di testo è stato capovolto”. Anziché l’acquisizione di caratteristiche progressivamente più simili ai cordata e ai vertebrati veri e propri, compreso l’uomo, abbiamo una storia che inizia dal più complesso e va verso il più semplice, con perdita continua di materiale genetico. Se lo dice lui, dobbiamo credergli. I testi scolastici, intanto, possono aspettare.

Mihael Georgiev

Autore del libro “Charles Darwin. Oltre le colonne d'Ercole”



 

Sito a cura dell'A.I.S.O. Associazione Italiana Studi sulle Origini - aggiornato il 31/01/2014 

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