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Evoluzione, un trattato critico:presentazione del libro.
di Fernando de Angelis -18/01/2008
 
 

 

 

 

 

 

Tipo: Libro
Autore: Reinhard Junker, Siegfried Scherer
Lingua: Italiano
Casa Editrice: Gribaudi
Link Internet: 
Numero pagine: 344

Certezza dei fatti e diversitą delle interpretazioni

Per la scheda del libro clicca qui

RECENSIONE (1/1/07)


Reinhard Junker – Siegfried Scherer

TRATTATO CRITICO SULL’EVOLUZIONE

Certezza dei fatti e diversità delle interpretazioni

Gribaudi, Milano, 2007, pp. 336, E 30,00.


di Fernando De Angelis



1. Panoramica


Ben 14 specialisti di lingua tedesca, coordinati dai due autori principali Junker e Scherer, si sono cimentati in un esame strettamente scientifico delle ipotesi biologiche sostenute dagli evoluzionisti, scendendo nel dettaglio dei dati disponibili e arrivando alla conclusione che le ipotesi relative alla macroevoluzione “non sono dimostrate”, solo i cambiamenti microevolutivi sono evidenti e accettati da tutti. La distinzione è cruciale, perché un conto è affermare, per esempio, che da una coppia di cani si può avere una discendenza anche molto varia ma sempre di cani (microevoluzione), altra cosa è invece sostenere che un rettile si possa col tempo trasformare in un uccello (macroevoluzione).

In riquadri a parte (gli Sconfinamenti) viene via via presentata una prospettiva diversa, che inquadra i dati disponibili partendo dal presupposto di una creazione. Tale prospettiva è poi ripresa organicamente nell’ultimo capitolo. Un merito di questo libro, perciò, è quello di separare la scienza dall’ideologia, distinguendo i fatti dalle interpretazioni che se ne possono dare. Non vengono approfonditi i temi direttamente collegati con la Geologia, per i quali sarebbe necessario un altro libro simile.

Le bozze di stampa sono state visionate anche da specialisti italiani di convinzioni evoluzioniste i quali, pur mantenendo la propria visone delle cose, hanno riconosciuto che lo scritto è “scientificamente accurato e aggiornato”. D’altronde il libro non è frutto di un’improvvisazione, perché Junker e Scherer hanno pubblicato la prima edizione un ventennio fa (1986) ed ora, in lingua tedesca, è uscita la sesta edizione (2006).

Per i media italiani sembra che le critiche all’evoluzionismo siano un’esclusiva di certi settori degli Stati Uniti, culturalmente non affini all’Europa. Ecco allora l’importanza di un libro “scritto da europei per europei”, il quale accresce sempre più il suo prestigio con le traduzioni che se ne stanno facendo: oltre a quella finlandese, serba e olandese (in corso), è di particolare rilievo la traduzione patrocinata da alcune Università brasiliane (lingua portoghese), che lo hanno adottato come libro di testo.

Un libro con più di 300 pagine di formato grande (quasi A4) può incutere un certo timore, ma la questione delle origini è di importanza fondamentale e gli autori hanno voluto fare un lavoro approfondito. Pertanto il libro non è “per tutti”, perché il livello di trattazione è chiaramente universitario, ma se si possiedono un po’ di nozioni scientifiche di base, si riuscirà a comprendere quasi tutto, perché gli autori (e anche i traduttori italiani) per quanto possibile hanno cercato di usare un linguaggio semplice. Aiutano anche le numerose illustrazioni a colori con finalità esplicative, molto utili sono pure i riepiloghi posti alla fine dei capitoli e il glossario, come pure l’indice delle voci e dei nomi.

Alcuni vorranno leggere attentamente l’intero libro, che però può essere molto utile anche come “manuale da consultazione”, da usare quando si ha necessità di approfondire determinate questioni di Biologia. È composto di 16 capitoli, su ciascuno dei quali daremo ora qualche cenno.


2. I 16 capitoli in poche parole


Cap. 1. Principi basilari della scienza. Il confronto evoluzionismo-creazionismo è di tipo scientifico o ideologico? La conclusione del testo è che «sia l’ideologia evoluzionista che quella creazionista si basano su premesse che […] non possono essere verificate empiricamente».

Cap. 2. Storia del pensiero evoluzionista. Vengono introdotti due aspetti cruciali e sui quali spesso si sorvola: il primo è che la concezione evoluzionista è molto più antica di Darwin, mentre il secondo è che quella concezione è collegata a determinate visioni filosofiche; l’importanza di queste precisazioni sta nel fatto che gli evoluzionisti tendono a far passare la propria impostazione come “moderna” e “solo scientifica”. Si segnalano due libri sui quali approfondire questi aspetti (H. Bavinck, Filosofia della rivelazione, Alfa & Omega; F. De Angelis, L'origine della vita per evoluzione, Casa Biblica).

Cap. 3. Nomenclatura delle specie e tassonomia. Dopo aver constatato le difficoltà di definire cos’è una “specie”, viene proposta una classificazione incentrata sui “tipi base”: un “tipo base” raggruppa specie affini, come per esempio il cane e la volpe, che potrebbero derivare da un progenitore comune attraverso il rimescolamento genetico o comunque la microevoluzione. C’è perciò una limitata convergenza con le posizioni evoluzioniste, che non elimina però il contrasto perché l’impostazione dei “tipi base” non contempla il passaggio da un “tipo base” ad un altro.

Cap. 4. Meccanismi evolutivi. Viene precisato quali meccanismi evolutivi sono effettivamente accertati e quali restano essenzialmente ipotetici, per poi chiarire bene la distinzione fra micro e macroevoluzione.

Cap. 5. Il raggio d’azione dei fattori evolutivi. Si chiariscono le possibilità e i limiti di processi in genere sopravvalutati dagli evoluzionisti (speciazione, mutazioni, ricombinazione e selezione).

Cap. 6. Macroevoluzione. Le contestazioni all’evoluzionismo riguardano essenzialmente la macroevoluzione, perciò il testo mette in rilievo i problemi che essa pone, con i diversi modi ipotizzati per tentare di superarli; modi che cercano di andare oltre la cosiddetta “teoria sintetica”, che continua a dominare a livello divulgativo, ma convince sempre meno gli specialisti. Concetti recenti presentati spesso come “risolutivi”, in realtà spostano solo i problemi (come l’approccio “evo-devo” e i geni “omeobox”).

Cap. 7. Evoluzione chimica: passi verso la vita? Cap. 8. Sviluppo dell’informazione biologica in condizioni prebiotiche? Questi due capitoli affrontano questioni decisive con una grande efficacia. L’evoluzione vera e propria non può cominciare finché non c’è il primo essere vivente, supposto unicellulare; la distanza fra la cellula più semplice e il mondo minerale, però, è abissale. Gli evoluzionisti si soffermano poco su questo enorme salto, per superare il quale si ipotizzano processi opposti a quelli che scientificamente constatiamo.

Cap. 9. Meccanismi molecolari della microevoluzione. È una lunga trattazione che mette ben in chiaro le possibilità e i limiti della microevoluzione: processo concettualmente e sperimentalmente diverso dalla macroevoluzione e che perciò non può considerarsi come una sua spiegazione.

Cap. 10. Somiglianze. Cap. 11. Embriologia e filogenesi. Cap. 12. Biogeografia. Vengono affrontati temi molto noti, quali la somiglianza fra specie diverse (anatomia comparata), i cosiddetti “organi vestigiali”, la famosa “ontogenesi che ricapitola la filogenesi” e la distribuzione geografica dei viventi. I dati vengono precisati al di là di interessati pressappochismi (le “branchie” nell’embrione umano non sono branchie!), integrandoli con altri dati spesso sottaciuti, concludendo con quello che nel libro è una specie di ritornello: «La tesi proposta dagli evoluzionisti non è stata dimostrata»; una formula che non nega una futura dimostrazione, ma che ricaccia l’evoluzionismo nel territorio della speranza (parente stretta della fede).

Cap. 13. Nozioni fondamentali di paleontologia. Si danno alcune nozioni basilari (anche di Geologia) come preparazione per affrontare, nei due capitoli successivi, le questioni relative ai fossili.

Cap. 14. Specie fossili: precursori e anelli di congiunzione? È un lungo capitolo che si concentra su quelli che dovrebbero essere i “testimoni centrali” dell’evoluzione, cioè i fossili. Riportiamo i titoli di alcuni paragrafi, per dare un’idea degli argomenti trattati: esplosione Cambrica, dal pesce al tetrapode, origine degli uccelli, origine dei mammiferi, evoluzione dei cavalli, evoluzione dei vegetali. Telegiornali e stampa annunciano periodicamente che è stato trovato il progenitore fossile della tale specie, dopo un vaglio non superficiale si vede però che quegli “anelli di congiunzione” continuano ad essere degli “anelli mancanti”. Infatti spesso i caratteri si presentano “a mosaico”, cioè con certe caratteristiche che farebbero considerare la specie come “antecedente”, unite però con altre che inducono a pensarla come “discendente”.

Cap. 15. Origine dell’umanità. Anche qui gli autori non hanno risparmiato l’inchiostro ed era prevedibile, essendo questo l’argomento che ci riguarda più da vicino. Vengono approfondite questioni anatomiche sulle quali il lettore medio rischia di perdersi (pagine come queste ci fanno pensare all’incredibile sforzo fatto dai traduttori, che vogliamo qui ringraziare) e mi sono chiesto: «Ma non potevano semplificare un po’?». Poi ho portato questi capitoli sui fossili (13-15) ad uno dei “vertici” della Paleontologia italiana il quale, dopo aver letto il tutto e pur rimanendo evoluzionista, ha riconosciuto la “correttezza scientifica” delle argomentazioni. Ho dovuto allora ammettere che certi approfondimenti sono utili a tutti, perché forniscono “armi” che non sapremmo costruirci da soli. In capitoli come questo è ancor più utile il riepilogo finale, dove si viene informati che, viste le difficoltà di ricostruire un qualsiasi “albero genealogico”, «recentemente è stata proposta – tuttavia senza una base genetica – un’evoluzione senza anelli di congiunzione»: gli “anelli mancanti”, insomma, qualcuno comincia a non cercarli più.

Cap. 16. Interpretazione creazionista della Biologia. Qui si cerca di vedere i dati scientifici partendo da presupposti creazionisti, concentrandosi su due concetti: quello dei “tipi base” visti all’inizio e quello del riconoscimento di un “Disegno Intelligente”. La proposta creazionista è presentata in modo non dogmatico, senza nascondere i problemi che restano aperti. Gli ultimi righi del libro sintetizzano lo scopo complessivo dell’opera, perciò li riportiamo integralmente: «Quando ci poniamo delle domande sull’origine del mondo, della vita, della nostra specie e su noi stessi, dobbiamo necessariamente ricorrere a presupposti legati alla nostra visione del mondo. Nessuno può riflettere su tali questioni senza credere e ciascuno dovrà scegliere che cosa vuole credere. Se questo libro ha contribuito a dare (nuova) consapevolezza dell’inevitabilità di una tale scelta, ha raggiunto il suo scopo».


 

Sito a cura dell'A.I.S.O. Associazione Italiana Studi sulle Origini - aggiornato il 31/01/2014 

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