LA
TEORIA DI DARWIN IN PERICOLO
Il
tempo in cui Clémenu Koyer, la traduttrice francese della Origin of species,
annoverava Carlo Darwin fra i grandi benefattori ed iniziatori della umanità,
appare molto lontano da noi.
Quindici
anni or sono, chi non ammetteva la discendenza scimmiesca dell’uomo ed ardiva
a sostenere che l’uomo fu creato ad immagine e somiglianza di Dio (Genesi 1:
26, 27), veniva ritenuto quale incapace di comprendere i portati della scienza
moderna.
Oratori
da comizi, coscienti ed evoluti, gonfi di una scienza raccattata
affrettatamente in opuscoli di volgarizzazione scientifica ad usum Delfini,
sputavano sentenze, in nome del loro dio Haeckel, intorno ai più gravi ed
astrusi problemi dell’origine e del destino dell’umanità, parlando con un
celato disprezzo degli oscurantisti avvinghiati a dottrine religiose ormai
superate.
Quante volte è toccato a cristiani ferventi ed amici della scienza i quali credevano, con Herbert Spencer, che la disciplina della scienza – a cagione della cultura religiosa che essa dà – è superiore a quella della educazione ordinaria, di sentirsi accusare di voler ostacolare i progressi della civiltà, solo perché non annoveravano lo scimpanzé fra i loro antenati!
Missinglink,
adattamento all’ambiente, angolo facciale, selezione naturale, ecco un
linguaggio al quale ormai ci siamo assuefatti. Quante cose abbiamo imparate!
Bory de St. Vincent ci disse quanto son dolci ed affettuosi gli scimpanzé
addomesticati, come amino bere nei bicchieri, come si lavano e asciugano le mani
con un tovagliolo, ecc..
Laboruski
ci mostrò la rassomiglianza perfetta fra l’uomo e la scimmia, che offre
l’espressione delle loro emozioni. Qualcuno degli ultradarwiniani scoperse
perfino – non ricordo con quale metodo – che certe scimmie hanno il
sentimento religioso.
Una folla di naturalisti, tra i quali giganteggiano Darwin, de St. Hilaire e Auxly, dimostrarono l’analogia esistente tra la struttura dell’uomo e quella delle scimmie antropomorfe, non lasciando senza risposta nessuna delle obbiezioni dei loro avversari, neppure quella di Cuvier, che il pollice del piede, opponibile alle altre dita nella scimmia, non v’è nell’uomo.
Pur
non avendo visto mai nessuna scimmia in via di diventar uomo, fummo tanto
suggestionati; poi, a causa di Adamo e della sua costola, fummo derisi e ci
domandammo seriamente se l’ipotesi non fosse realtà, correndo a
difendere una Cartagine che nessun Catone minacciava. Ma il tempo è galantuomo
e Bettex ha ragione quando dice che i fatti, perché fatti, non si piegano alle
teorie più belle, quando queste sono false.
Alla
formidabile requisitoria contro il Darwinismo, che è l’opera di un famoso
botanico olandese, viene ora ad aggiungersi la parola autorevole del dott.
Carrel, lo scienziato francese che ha ottenuto il premio Nobel. «Le recenti
scoperte della scienza – dichiarò egli ad un giornalista americano –
tendono a confutare piuttosto che a confermare la teoria di Darwin. I diversi
pezzi dell’anatomia della scimmia, quando li si pone nel corpo umano mediante
una operazione chirurgica, non vi si adattano così bene quanto gli stessi
organi presi negli animali di ordine inferiore come il montone, il cane e la
vacca. Da lunghi anni, molti scienziati di grande valore hanno dichiarato che,
l’analogia esistente tra la struttura dell’uomo e quella della scimmia,
provavano in modo diretto che l’uomo doveva essere una varietà più
sviluppata di una specie alla quale appartengono ambedue. Secondo la loro tesi,
succedendo le generazioni alle generazioni, portano nell’anatomia della
scimmia modificazioni e miglioramenti che conducono gradualmente il quadrumane
al tipo umano. Ma la scienza fisiologica e antropologica si colloca ad un punto
di vista differente. Essa considera la formazione dei diversi tessuti e delle
diverse ghiandole, la loro similitudine, la loro longevità, la loro attitudine
a crescere quando le trasferiscono ad un altro essere, come la base fondamentale
di ogni studio comparativo. Una volta accettato cotesto metodo quale criterio
dello studio ragionato, è assolutamente impossibile che l’uomo abbia mai
avuto per antenato preistorico una scimmia qualunque»(Le Matin, Parigi).
Egregio
Pastore Tummolo, non crede Ella che sarebbe opportuno di rivedere la sua “Cosmogonia mosaica”, alla luce di scoperte che non siano quelle di
… Darwin?